Materiali sul Mezzogiorno d'Italia


Calabria

 


 

(1915 - Norman Douglas,  Vecchia Calabria, Giunti Martello, Firenze, 1978)

-  "... San Giovanni [in Fiore] non potrebbe essere più sporca di quello che è: contiene la sporcizia accumulata di una città orientale, senza possederne le tinte splendenti e i profili armoniosi." "... di questa e di altre cittadine calabresi si può dire che hanno risolto il problema di essere ineffabilmente sudice senza diventare per questo minimamante pittoresche." "I maggiorenti della cittadina hanno voltato le spalle alla civiltà : suppongo che l'enormità del compito da affrontare abbia paralizzato ogni loro spirito d'iniziativa." (p. 311)

-  "Non si fa nulla per l'igiene pubblica e si vedono donne lavare i panni in acqua di fogna. Non esiste illuminazione stradale, la proposta di una ditta dell'Italia settentrionale di trarre energia elettrica dal Neto essendo stata sdegnosamente respinta." (p. 311)

-  "Se io fossi sultano di San Giovanni, comincerei certamente con un bombardamento. C'è ben poco che valga la pena di salvare, eccetto le donne e, forse, il vecchio convento in cima alla collina ... e il monastero di Floriacense." (p. 313)

-  "In tutta la Sila c'è una notevole preponderanza di donne, gran parte dei maschi (con l'eccezione dei giovanissimi e dei vecchi) essendo in America. Questa emigrazione porta molto denaro al paese e molte idee nuove; ma gli abitanti non hanno ancora imparato a usare della nuova agiatezza e a godere di un più moderno livello di vita." (pp. 316-317)

-  "... il carattere rovinosamente utilitario della mentalità indigena, quell'astuzia che trascura il solido guadagno lontano nell'avidità di afferrare il profitto immediato. I contadini preferiscono bruciare la legna per riscaldarsi oppure venderla: se poi una frana travolgerà case e vigneti, penserà il governo a risarcire le vittime!"

-  "In un solo anno (1903) e nella sola provincia di Cosenza, dove si trova San Giovanni, ci furono 156 frane, che devastarono 1940 ettari di terra e causarono un danno di 432.738 lire. Indubbiamente, anche le altre due province calabre - Reggio e Catanzaro - ebbero la loro parte di catastrofi, tutte dovute al disboscamento abusivo. Così il suolo è nuda roccia e non è più possibile piantarvi nulla." (pp. 328-329)

-  "Fui contento che ... la mia strada non mi portasse a Gariglione perché volevo conservare i miei vecchi ricordi del luogo. Sembra infatti che la foresta sia stata venduta per 350.000 lire a una compagnia tedesca : il suo silenzio primordiale è rotto da un esercito di duecentosessanta uomini che abbattono gli alberi con straordinaria rapidità." (p. 335)

-  "I boschi si trovano ormai solo nell'interno, eppure, secondo Tucidide, proprio a Caulonia si preparava il legname per le flotte ateniesi. I fiumi, oggi ridotti a torrenti irregolari e saltuari, dovevano allora scorrere con profonda e costante corrente, poiché Plinio ne elenca cinque come navigabili; la neve copriva, è probabile, le vette delle montagne; le piogge erano certo più abbondanti - una delle bellezze di Locri era il suo arcobaleno quotidiano; si diceva che le cicale nella zona di Reggio erano mute a causa dell'umidità. Oggi sono tutto, meno che mute." (pp. 425-426)

-  "Il disboscamento e la malaria hanno proceduto qui di pari passo, come in Grecia, in Asia Minore, nel Nord Africa e in altri paesi." (p. 429)