Gian Piero de Bellis

Giovannino Mannaro Keynes e le sue immani colossali idiozie

(Giugno 2009)

 


 

“La costruzione di piramidi, i terremoti, persino le guerre possono servire ad accrescere la ricchezza  ...” (Capitolo 10) [Andatelo a dire ai Siciliani e agli Abruzzesi – terremoti – e agli Svizzeri – duecento anni senza guerre.]

 “Se il Ministero del Tesoro riempisse di banconote vecchie bottiglie, le portasse a notevole profondità in miniere fuori uso che vengono poi riempite con spazzatura, e lasciasse poi che le imprese private sulla base del principio del laissez-faire scavassero per recuperarle (pagando [allo stato] il diritto di scavare su un determinato territorio) allora non ci sarebbe più disoccupazione e, per via delle ripercussioni da ciò generate, il reddito della comunità e la sua ricchezza in termini di capitale sarebbero di gran lunga superiori a quanto non siano attualmente.” (Capitolo  10) [Insomma, quando siete a casa nascondete gli oggetti di uso comune – le forbici, il cavatappi, etc. e assegnate ai membri della famiglia il compito di ritrovarli dietro pagamento di un diritto di esplorazione – un tanto a metro quadrato. Questo accrescerà la ricchezza e quindi l’armonia e il benessere di tutta la famigliola. Provare per credere.]

 “Scavare buche nel terreno utilizzando il risparmio accumulato accrescerà non solo l’occupazione ma anche la produzione nazionale di beni e servizi utili.” (Capitolo 16) [In altre parole, l’utilità sociale dei teppisti che spaccano le vetrine e danno lavoro e reddito all’industria del vetro.]

 

Queste citazioni (che non sono affatto inventate di sana pianta come si potrebbe credere) sono tratte da: John Maynard Keynes, The General Theory of Employment, Interest and Money, Prima Edizione, 1936

 

Nelle università italiane, e in quelle di mezzo mondo, Keynes e le sue pazzesche idiozie sono ancora di moda.

Sul New York Times l’economista di grido è un certo Poor Crookman (pardon, Paul Krugman) che fa ancora riferimento, con profondo convincimento e compiacimento, a quel deficiente di Keynes che, tra ballerine russe e muscolosi giovanotti, tra speculazioni finanziarie e conferenze di politica economica, tra l’insegnamento universitario e i salotti londinesi, sparava idiozie a tutto spiano e trovava anche il tempo di scriverle per il godimento dei suoi estimatori.

Quando lo statismo sarà morto e sepolto, coperto da un cumulo di improperi e ridicolizzato da una montagna di battute sarcastiche, come lo sono stati sia il feudalesimo che l’oscurantismo della Chiesa cattolica, allora Keynes sarà raffigurato come il peggio del peggio, uno dei più ridicoli esponenti di una società composta da persone con il cervello bucato e con le mani bucate. Un mondo fatto di politicanti speculatori che maneggiavano i soldi di tutti come se fossero il loro argent de poche, pronti a seguire le indicazioni del loro economista di riferimento, il buon Giovannino, il quale raccomandava di scavare e riempire buche, di distruggere in modo da ricostruire. Così la gente comune era sempre occupata a far quadrare i conti mentre lui e loro erano impegnati a pasteggiare a champagne nelle varie conferenze da loro indette per risolvere le crisi economiche e politiche da essi stessi generate.

Adesso Giovannino Mannaro Keynes va assolutamente espulso dal cervello come una tossina nociva; e se in qualche corso universitario le sue ricette merdose vengono ancora propagandate come conquiste intellettuali preziose per l’epoca attuale, allora consiglierei una cosa sola: alzarsi e abbandonare l’aula. Ci sono cose molto più interessanti da fare che non perdere tempo con simili immani idiozie (e soprattutto con gli idioti che ancora le propagano).

 

Ps. Quale è stato il motivo del travolgente successo di Keynes presso intellettuali e uomini politici? È presto detto. Esso è contenuto in questa affermazione che si trova verso la fine del libro:

"I controlli a livello centrale necessari per assicurare il pieno impiego richiederanno, naturalmente, un ampliamento notevole delle funzioni del governo." [In sostanza, lavorate, chiudete il becco e lasciatevi guidare dallo stato padre-padrone-padreterno.]

 

 


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