Gian Piero de Bellis

Divisioni, Contrapposizioni, Fissazioni

(Maggio 2013)

 


 

Nel mese di Giugno 1954, ventidue ragazzi che vivevano nello stato di Oklahoma (USA), sono stati coinvolti in un esperimento di psicologia sociale che diverrà noto sotto il nome di Robbers Cave Experiment dal luogo dove esso si è svolto. I ragazzi, di età compresa tra gli 11 e i 12 anni, non si conoscevano tra di loro, avevano tutti un retroterra educativo abbastanza simile e provenivano da famiglie normali, non turbate da alcun problema psicologico. Ad essi è stato chiesto di partecipare ad un campo estivo della durata di tre settimane. Durante questo periodo, per testare alcune ipotesi, i ragazzi sono stati coinvolti in determinate attività programmate dagli organizzatori. Le loro reazioni comportamentali hanno costituito materia di osservazione, registrazione e analisi da parte del personale e degli sperimentatori.

L’esperimento può essere così schematicamente riassunto:

Prima settimana : divisione
I ventidue ragazzi sono stati preliminarmente divisi in due gruppi e sono stati portati, in tempi diversi, al campo estivo dove, nel corso della prima settimana, hanno familiarizzato tra di loro. Ogni gruppo è stato tenuto non solo separato dall’altro ma i membri dei rispettivi gruppi hanno ignorato la presenza dell’altro gruppo fino alla scadenza della prima settimana. Questo periodo è servito a formare uno spirito di gruppo: affiatamento, auto-attribuzione di un nome (Eagles e Rattlers), strutturazione attraverso l’assegnazione ai vari membri di ruoli più o meno importanti. Il risultato di questa prima fase è stato che, dopo solo una settimana, si erano stabiliti sia una comunanza di obiettivi che processi di interazione tali da far emergere una chiara distinzione tra i membri del gruppo e le persone esterne ad esso.
Al termine di questa prima fase, gli sperimentatori hanno portato i due gruppi in aree limitrofe per cui si è prodotta la scoperta reciproca dell’esistenza, all’interno del campo, di altri coetanei che formavano anch’essi un gruppo separato e distinto.
A questo punto è iniziata la seconda fase dell’esperimento.

Seconda settimana : contrapposizione
Appena saputo dell’esistenza di un altro gruppo, è sorta spontaneamente nei ragazzi la proposta di sfidarsi a una partita di baseball. A questa, gli organizzatori hanno fatto seguire, nel corso della seconda settimana, una serie di gare (tiro alla fune, football, caccia al tesoro, competizione nell’allestimento di un campo di tende, ecc.) che hanno contrapposto i membri dei due gruppi. A seguito di questi confronti, la solidarietà interna al gruppo e la rivalità nei confronti delle persone esterne ha raggiunto livelli incredibili, al punto da materializzarsi in scontri aperti (attacco al campo dell’altro gruppo, lancio di cibo come proiettili durante i pasti, distruzione di simboli del gruppo avverso come dare fuoco alla bandiera) e in abusi verbali di vario tipo (appellativo di signorine, comunisti, piccioni invece di Eagles [aquile], cori di scherno).
Tutto ciò ha fatto sì che anche coloro che all’inizio presentavano una natura pacifica e avevano parlato a favore di un comportamento sportivo verso i membri dell’altro gruppo, siano diventati violenti, fisicamente e verbalmente.

Considerazioni iniziali
Alla fine della seconda settimana, quando la contrapposizione si era fortemente radicata, è iniziata la terza fase dell’esperimento. Ma prima di trattare di quello che è successo nell’ultima settimana, è necessario esprimere alcune considerazioni che sono di particolare interesse per coloro che sono interessati a capire le dinamiche di potere che inquinano le relazioni tra gli esseri umani.

L’esperimento di Robbers Cave è, in miniatura, quello che ogni potere statale ha messo in atto, su grande scala, nell’insieme della società, sulla base di concezioni e atteggiamenti emersi in Europa soprattutto a partire dall’ottocento.
Infatti, è a partire da allora che si è formata ed è stata teorizzata, in Europa, una realtà sociale fatta di classi (borghesi e proletari), ideologie (liberalismo, socialismo) e forme economiche (capitalismo, comunismo) che si contrappongono. Questa visione di una realtà caratterizzata da forti polarità non è solo del socialismo marxista. La borghesia industriale infatti si è riconosciuta nel darwinismo sociale e nella lotta per la sopravvivenza, in cui i migliori (i più adatti) sono destinati a prevalere e a dominare.
La lotta di classe e la lotta per la sopravvivenza sono state visioni talmente radicate nella concezione intellettuale delle persone dell’ottocento che non c’è da stupirsi del fatto che il “socialista” Marx inserirà una dedica al “borghese” Darwin nell’edizione tedesca de Il Capitale come segno di apprezzamento per le sue idee.

Sulla base di queste visioni-contrapposizioni sono emersi, nel corso dell’ottocento, i partiti politici e si sono strutturate le loro ideologie che sono state poi poste sotto l’etichetta, di comodo, di destra e sinistra. Ben presto i partiti, di destra e di sinistra, si sono collocati tutti all’interno di una ideologia sovrastante che è il nazionalismo, che è divenuto il pilastro su cui si sono fondati gli stati nazionali.
A quel punto sussistevano, nella realtà delle società europee, tutti gli elementi che abbiamo trovato presenti nell’esperimento di Robbers Cave:

  • le divisioni (partiti, stati, nazioni)
  • le contrapposizioni (contese elettorali, lotte nazionali)

a cui va aggiunto un elemento che esisteva, seppure in maniera latente, nell’esperimento di Robbers Cave:

  • le fissazioni (le identità nazionali dei ghetti statali e le ideologie totalizzanti dei partiti-setta che consolidano le divisioni e animano le contrapposizioni).

Nel corso del novecento, questi aspetti sono accentuati e diffusi in maniera prodigiosa. Gli elementi di base generati nell’ottocento (lotta di classe, lotta per la sopravvivenza) vengono rielaborati e rimescolati, con l’aggiunta del nazionalismo, al fine di rafforzare sempre più il potere statale che, in alcuni casi, assume carattere apertamente totalitario (fascismo, bolscevismo). In Italia Ernesto Corradini popolarizza la contrapposizione tra nazioni proletarie e potenze plutocratiche che sarà fatta propria dal fascismo. L’autarchia economica e culturale diventa un obiettivo imprescindibile per il consolidamento dello stato nazione. Si attua in sostanza ciò che era stato propagandato nell’ottocento: l’esaltazione di tutto ciò che è "nazionale" e l’odio per tutto ciò che è visto come "straniero" o cosmopolita. Nel suo mirabile saggio sul nazionalismo, Elie Kedourie riporta come l’agitatore politico Friedrich Jahn (1778-1852) abbia affermato, in un incontro pubblico a Berlino, che colui che permetteva a sua figlia di imparare il Francese era come se la indirizzasse verso la prostituzione. (Nationalism, 1960)

In sostanza, divisioni, contrapposizioni e fissazioni, sono stati e sono gli elementi indispensabili per la formazione e la perpetuazione dello statismo. Le divisioni e le contrapposizioni rinfocolate dalle fissazioni sono la materia prima della politica e hanno spesso come sbocco la guerra che, nelle parole di von Clausewitz, non è altro che la politica condotta con altri mezzi. E la guerra (cioè lo scontro violento) è, nelle parole di Randolph Bourne “the health of the state” (la salute e la salvezza dello stato).

Fatte queste considerazioni, ritorniamo all’esperimento di Robbers Cave e vediamo come gli sperimentatori sono stati in grado, in misura notevole, di ricomporre le divisioni, annullare molte contrapposizioni e far superare le fissazioni.

Terza settimana : ricomposizione
Nel corso della terza settimana gli organizzatori hanno iniziato con il programmare una serie di attività in comune (pasti, visione di un film, ecc.). Il risultato non è stato entusiasmante in termini di riduzione della tensione tra i gruppi.
Dopo di ciò si è passati alla messa in atto di situazioni problematiche che richiedevano l’intervento di numerose persone (i membri dei due gruppi) per essere risolte. Si è generato artificialmente un problema alla cisterna che forniva l’acqua ai due gruppi; a quel punto volontari appartenenti ai due gruppi si sono, spontaneamente, impegnati assieme per trovare la causa del problema e porre in atto una soluzione.
Nel corso di una gita gli organizzatori hanno simulato l’esistenza di una avaria al motore del pullman che trasportava i viveri per i due gruppi e tutti si sono impegnati a trascinarlo con la fune per farlo arrivare sino al campo. Subito dopo, invece di dividersi in due gruppi, i ragazzi hanno iniziato assieme a preparare da mangiare.
Infine, gli organizzatori, sempre sostenendo la presenza di un malfunzionamento del pullman che sarebbe stato necessario per portare i ragazzi di uno dei due gruppi in gita, hanno sollecitato la ricerca di una soluzione: abolire la gita o farla in tempi diversi utilizzando a turno l’altro mezzo in perfetto stato. Allora un ragazzo ha proposto di andare in gita tutti assieme sullo stesso mezzo e così è avvenuto. La qual soluzione sarebbe stata del tutto impensabile e inaccettabile solo pochi giorni prima.

Considerazioni finali
In sostanza, la ricerca di soluzioni a problemi comuni ha spinto verso una collaborazione che è risultata benefica per tutti e questo ha fatto, progressivamente, venir meno, divisioni e contrapposizioni.
In termini generali si potrebbe affermare che un gruppo lasciato libero di risolvere i propri problemi cercherà, probabilmente, collaborazioni tra molti invece di generare, artificialmente, contrapposizioni fra tutti.
Va però aggiunto che una simile evenienza non è funzionale all’emergere di un potere dominante, Allora, è plausibile sostenere che, per evitare ciò, il potere (al giorno d’oggi lo stato) ha inventato la politica come il mezzo indispensabile per “impedire che le persone si occupino di ciò che li riguarda” (Paul Valéry) e ha inventato i partiti per dominare le persone attraverso divisioni e contrapposizioni e le ideologie per bloccare il funzionamento critico del cervello attraverso opportune fissazioni.
Senza divisioni, contrapposizioni, fissazioni, è molto probabile che il potere statale si scioglierebbe come neve al sole.

Sulla base di ciò, si potrebbe quindi formulare la seguente ipotesi:

Lo stato è il prezzo che paghiamo per le nostre
divisioni, contrapposizioni, fissazioni.

Questa ipotesi andrebbe verificata nella realtà attraverso analisi storiche e possibili esperimenti. Già ora, comunque, è possibile affermare che, là dove le contrapposizioni sono notevolmente attenuate, come nel caso della Confederazione Elvetica in cui esiste il sistema della concordanza (tutti i principali partiti partecipano al governo), la presenza dello stato non è così invasiva come nei casi di alta conflittualità politica.
Un passo ulteriore verso la fine delle divisioni, contrapposizioni, fissazioni (e quindi il superamento dello stato come potere territoriale monopolistico) sarebbe la possibilità, per ciascuno, di decidere a quale comunità appartenere e quindi chi finanziare per quanto riguarda la fornitura di servizi personali (educazione, salute, ecc.), con un fondo comune (inter-comunitario) per il finanziamento di servizi condivisi (strade, grandi opere, ecc.)

E invece, incapaci di uscire fuori dall’indottrinamento della scuola di stato e dell’informazione statalizzata, giorno dopo giorno, continuiamo rabbiosamente a dividerci e a contrapporci, succubi delle nostre fissazioni. Per cui finiamo spesso per comportarci come il personaggio di Prévert:

“Il se plaignait de ne pas avancer.
Pourtant il suivait son idée.
C’était une idée fixe.”

(Jacques Prévert)

"Si lamentava di non avanzare.
Eppure seguiva la sua idea.
Era un'idea fissa.

(Jacques Prévert)

 

 


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