Gian Piero de Bellis

Bidoni assoluti

(Giugno 2007)

 


 

Ci sono persone, partiti e giornali che sanno costruirsi patenti di rispettabilità, competenza e progresso che sono solo miserabili facciate dietro cui si nasconde una totale immoralità e una abissale nullità.

Questo è stato, ad esempio, il caso, in Inghilterra, di Tony Blair, un losco figuro privo di qualsiasi senso morale che è stato preso a fulgido esempio di buona e illuminata amministrazione dalle correnti cosiddette progressiste del nostro Bel Paese.

Questo è stato il caso, negli Stati Uniti, del celebrato Ronald Reagan, assunto da molti a simbolo di una liberalizzazione dell’economia e della società che non c’è mai stata. Come sottolinea Murray Rothbard in un magistrale articolo sul “Fenomeno Reagan” riportando un commento del giornalista Alexander Cockburn, mentre Nixon sapeva quando mentiva e appariva a disagio per questo, Reagan era assolutamente incapace di distinguere tra la verità e la menzogna.

Questa raffigurazione si adatta a pennello anche ai nostri politici cosiddetti progressisti.

Attualmente, con il governo Prodi abbiamo al potere una banda di malfattori, bari di professione, che riescono a far apparire Berlusconi e la sua combriccola come una onesta brigata.

Questa banda di lestofanti è stata votata al governo da cittadini che si ritengono progressisti e che si dichiaravano moralmente scandalizzati e offesi dai pastrocchi cucinati dal governo di centro-destra ad uso e consumo del leader e delle sue consorterie.

Adesso che nulla è cambiato, molti incominciano lentamente a capire che, in politica, non esistono padroni buoni perché il monopolio del potere sulle persone conduce inevitabilmente, data la natura umana, a compiere o nefandezze obbrobriose o raggiri colossali.

Chiaramente, coloro che incominciano a intravedere la luce, si devono liberare dal pensiero cosiddetto “politicamente corretto” che non è che l’altra faccia di un agire “praticamente inetto”.

Devono smetterla di farsi bidonare e abbindolare da libri e stampa falsamente progressista e devono, soprattutto, smetterla di gonfiare la loro abissale “progressista” ignoranza.

Solo allora incominceranno a vedere la luce al di fuori del tunnel. A quel punto sapranno anche cosa fare per uscire da questo immondo sistema che si chiama statismo.

 

 


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